L’ABC DELLA LETTURA VELOCE 2° Passo

Cari amici,

Nel post della settimana scorso abbiamo avviato questa rubrica che abbiamo chiamato “L’ABC DELLA LETTURA VELOCE: cosa ti occorre per leggere più velocemente (e ricordare ogni cosa)”.

Abbiamo raccolto i sette punti fondamentali per leggere velocemente (e ricordare ogni cosa), non secondo i tradizionale (e ormai vecchi) metodi di lettura veloce, ma secondo il nostro paradigma QUANTUM MEMORY.

Nel post della scorsa settimana, abbiamo presentato il primo passo.

Di seguito presentiamo il secondo.

Presenza e concentrazione

Anche presenza e concentrazione costituiscono un prerequisito necessario per avere successo in qualsiasi attività che voglia essere appresa e, a maggior ragione, nella lettura veloce.

Negli anni ’70 andava di moda il Training autogeno, oggi, a quelle metodiche (peraltro efficaci) possiamo aggiungere alcune strategie di autoipnosi per accrescere ulteriormente il potere di concentrarsi. Infatti in questi giorni, in tutti gli sport, ad alto livello, presenza e concentrazione sono più importanti che la stessa tecnica.

Nelle arti marziali è la prima cosa che si deve apprendere; l’attenzione al momento, il tenere la mente nel qui e nell’ora escludendo ogni altra cosa, svuotandola da tutto il resto. In Formula Uno ad esempio, la capacità di concentrarsi in modo appropriato è un requisito fondamentale.

Nell’apprendimento, se si desidera raggiungere picchi di eccellenza, è ancora più vero. Nella lettura veloce, in particolare, tutto ciò che perdiamo in distrazione, cioè per mancanza di concentrazione, ci costringe a rallentare la performance di lettura e anche a comprendere molto meno.

Già nel libro Quantum Memory, ho parlato di come l’essere nel qui ed ora sia fondamentale per  “azzerare il mormorio mentale” e accedere all’immenso potenziale che abbiamo a disposizione. La “spazzatura” che riempie ogni istante la nostra mente ci separa da ciò che realmente possiamo fare. Riprendo alcuni passi tratti da  Eckart Tolle e già citati nel libro Quantum Memory: “Realizzate profondamente che il momento presente[1] è tutto quello che avete. Fate dell’Adesso il punto focale principale della vostra vita. Mentre nel passato avete dimorato nel tempo e avete fatto solo brevi puntate nell’Adesso, ora la vostra dimora è nell’Adesso e fate solo brevi puntate nel passato e nel futuro quando vi è richiesto per avere a che fare con gli aspetti pratici della vostra situazione di vita. Dite sempre «sì» al momento presente”.

E ancora afferma: “Utilizzate pienamente i vostri sensi, siate dove vi trovate. Guardatevi attorno, limitandovi a guardare senza interpretare. Osservate la luce, le forme, i colori, la consistenza. Prendete consapevolezza della presenza silenziosa di ogni cosa, dello spazio che consente a ogni cosa di essere. Ascoltate i suoni, senza giudicarli. Ascoltate il silenzio dietro i suoni.

Toccate qualcosa, qualunque cosa, e percepitene e riconoscetene l’Essere.

Osservate il ritmo della vostra respirazione; percepite l’aria che entra ed esce, percepite l’energia vitale dentro il vostro corpo. Consentite a ogni cosa di essere, dentro di voi e al di fuori. Permettete l’«essere così» di tutte le cose. Entrate in profondità nell’Adesso. State lasciando alle spalle il mondo privo di vita dell’ astrazione mentale, del tempo. State uscendo dalla mente folle che vi svuota di energia vitale, così come lentamente avvelena e distrugge la Terra. Vi state risvegliando dal sogno del tempo, entrando nel presente.

Concentrate la vostra attenzione nell’adesso e vedete quale problema avete in questo momento.

Non vi è risposta perché è impossibile avere un problema quando la vostra attenzione è pienamente nell’Adesso. Una situazione che deve essere affrontata o accettata, sì. Perché fame un problema?

La mente inconsciamente ama i problemi perché vi danno una sorta di identità. È normale, ed è folle. «Problema» significa che vi soffermate mentalmente su una situazione senza che vi sia una vera intenzione o possibilità di intraprendere un’azione adesso e che voi inconsapevolmente ne fate una parte del vostro senso del sé. Vi lasciate sopraffare dalla vostra situazione di vita al punto di perdere il senso della vita, dell’Essere. Oppure portate nella mente il fardello folle di cento cose che dovreste o potreste fare in futuro, anziché concentrare la vostra attenzione sull’unica cosa che potreste davvero fare adesso.

Ogni qualvolta è necessaria una risposta, una soluzione, o un’idea creativa, smettete per un attimo di pensare e focalizzate l’attenzione sul vostro campo energetico interiore. Diventate consapevoli della quiete. Quando riprenderete a pensare, il pensiero sarà fresco e creativo. In qualunque attività del pensiero, abituatevi a passare ripetutamente a distanza pressappoco di qualche minuto, dal pensiero a una forma interiore di ascolto, a una quiete interiore. Potremmo dire: non pensate soltanto con la testa, pensate con l’intero corpo.

Nel mio libro La porta segreta per il  Paese delle Meraviglie ho dedicato un intero capitolo a come rafforzare la volontà. Riporto un brano del capitolo ad essa dedicato in citavo l’apostolo Giacomo che nella sua lettera scrive: “Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento; [e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l’animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni” E ancora  “Bramate e non riuscite a possedere […]; invidiate e non riuscite ad ottenere! […] Non avete perché non chiedete;] chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri”.

Chi ha un animo oscillante e instabile” non può pensare di poter ricevere. La presenza, la sicurezza, la Volontà  sono le chiavi per ricevere. Essere saldi d’animo. Come si può accrescere la saldezza d’animo? Chi impara a chiedere, cioè non per il soddisfacimento di cose che passano, di cose materiali, ma per la sapienza può ottenere. Ancora San Giacomo afferma “Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza […]  E la preghiera fatta con fede salverà il malato”. Ritorna il concetto del pregare bene e insistenza.

Albert Einstein afferma: “C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità, dell’energia atomica: la volontà”.

Che cos’è la volontà? Wikipedia la definisce come “ […] la determinazione di una persona a raggiungere con sufficiente convinzione un determinato obiettivo”. Ma non è sufficiente. La volontà è l’assoluto controllo dei propri pensieri insieme alla capacità di non farsi condizionare dalle altre persone o da cose e situazioni che ci circondano. Perciò la volontà va di pari passo con l’autocontrollo, cioè la capacità di resistere ad altre istanze, alle debolezze, a ciò che la religione chiama le tentazioni.

Oggi è sempre più difficile adottare tale controllo in quanto non esiste (o è fortemente indebolito) il principio di bene-male. Cosa accade se cedo ad una tentazione? Nulla! Perciò è più facile cedere.

Che accade se non mantengo una risoluzione presa? Nulla. Cadono così e sempre più spesso i buoni propositi, dalle diete, ai propositi sul lavoro, nello studio, riguardo alle questioni etiche o ai tanti dilemmi della vita quotidiana.

Nei nostri corsi dal vivo si praticano insieme molti esercizi atti a sviluppare la presenza e a rafforzare la volontà. La maggior parte di questi esercizi sono molto antichi, alcuni vengono fatti risalire al culto di Zoroastro, altri sono stati raccolti da fonti dalle quali attinse anche lo stesso Mesmer[2].

Tutti gli esercizi fanno riferimento allo sviluppo dei sensi e dell’attenzione al momento, svuotando la propria mente.

Per la presenza consiglio una pratica molto semplice ideata da Frank Kislow: sedetevi comodi, con i piedi appoggiati a terra, senza tenere né gambe né braccia incrociate. Chiudete gli occhi. Fate un bel respiro e lasciate uscire tutta l’aria. Ripetetelo tre volte in modo da rilassarvi. Ora osservate i vostri pensieri come se foste un semplice testimone. Osservate dove vanno e da dove vengono, come si trasformano uno nell’altro, come sono diversi uno dall’altro. Guardateli senza giudizio. Poi fate caso a quella piccola, insignificante, a volte impercettibile pausa che c’è fra uno e l’altro, anche se fosse di un millesimo di secondo. Portatevi l’attenzione. Osservate quella transizione, quando un pensiero è andato e l’altro non è ancora arrivato. Mettetevi l’attenzione. E, se un pensiero arriva, lasciatelo andare e riportate l’attenzione alla pausa, a quel vuoto. Fatelo con calma e con pazienza, senza giudizio, se venite distolti da un pensiero, non importa, semplicemente lasciatelo andare e ritornate alla pausa. Restate in questo vuoto tutto il tempo che desiderate e poi, mantenendo questo stato, quando desiderate, aprite gli occhi. Come vi sentite?

Per l’attenzione e la concentrazione nel nostro ebook gratuito QUANTUM MEMORY il nuovo pianeta dell’apprendimento vi sono diverse indicazioni.

Fra queste, vorrei suggerirne una molto semplice utile anche per la volontà, che chiamiamo “Mani sulla tavola[3].

Sedetevi a tavola, collocate le vostre mani sulla superficie del tavolo, i pugni chiusi e le dita rivolte fuori; poi spiegate lentamente il pollice sorvegliando i movimenti con tutta quella attenzione che avreste per un atto della più grande importanza. Fatto questo, aprite lentamente il primo dito, poi il secondo, poi il terzo, poi il quarto, poi il quinto, e rifate all’inverso la medesima serie di movimenti.

Cominciate con la mano destra, continuate con la sinistra.

Dai 5 minuti dei primi esperimenti, passate a 7, 8, 9, 10 minuti, progressivamente.

«Concentrarsi» significa isolarsi da tutte le impressioni esterne, forzare l’attenzione, vincere l’indifferenza e dominare contemporaneamente le proprie forze fisiche ed intellettuali. Il corpo, in questa operazione, deve soggiacere al controllo diretto dell’intelletto: l’intelletto, al controllo diretto della volontà. Se praticherete questo semplice esercizio ogni giorno, in breve vi accorgerete della differenza e quanto potenziale si trova in voi!

Continuate a seguirci! La settimana, il terzo passo!

[1] Tratti da Eckart Tolle, Come mettere in pratica IL POTERE DI ADESSO, Armenia, Milano 2004, pp. 41 -42; 65.

[2] Franz Anton Mesmer (1734 – 1815), medico tedesco, è il fondatore del Mesmerismo o magnetismo, antesignano della moderna ipnosi (il nome ipnosi è stato coniato da un suo seguace scozzese James Braid 1795 –1860).

[3] Questo esercizio è tratto dal nostro ebook gratuito QUANTUM MEMORY il nuovo pianeta dell’apprendimento, LUCEM – MENTALSUPERPOWER, 2014.

 

 

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