L’ABC DELLA LETTURA VELOCE: cosa ti occorre per leggere più velocemente (e ricordare ogni cosa)

Inauguriamo oggi una rubrica settimanale che ci svelerà alcuni segreti dell’apprendimento rapido.

Abbiamo raccolto i sette punti fondamentali per leggere velocemente (e ricordare ogni cosa), non secondo i tradizionale (e ormai vecchi) metodi di lettura veloce, ma secondo il nostro paradigma QUANTUM MEMORY.

Di seguito ti riporto i sette passi necessari per ottenere un grande risultato nella lettura, comprensione e memorizzazione di un testo.

Nel corso dal vivo ognuno di questi passi viene spiegato e praticato insieme vincendo così quell’inerzia iniziale e quella sorta di “pigrizia” che solitamente impedisce di progredire da soli. Inoltre, l’energia del gruppo ha la sua forza e il docente è sempre uno stimolo per correggere atteggiamenti sbagliati e per fornire le strategie efficaci.

Ma, per chi desidera darsi da fare da solo ecco ciò che occorre.

  1. Desiderarlo con tutte le forze ed essere convinti di riuscire
  2. Presenza e concentrazione
  3. Rilassamento focalizzato
  4. Eliminare gli errori “classici” che ti rallentano
  5. Usare la luce
  6. Allenare l’occhio
  7. Fare un “training mentale” per potenziare le tue capacità

Ogni settimana faremo uscire un post con le indicazioni per attuare un passo, accompagnandovi per mano verso il raggiungimento del vostro obiettivo.

Ed ecco il primo passo!

  1. Desiderarlo con tutte le forze ed essere convinti di riuscire

Questo primo punto vale per tutto ciò  che vogliamo imparare.

Una storia zen racconta di un allievo che si reca dal suo maestro e gli chiede di insegnargli tutto ciò che sa, poiché era suo desiderio, divenire, a sua volta Maestro. Ascoltata la richiesta, il maestro prese un grande secchio colmo d’acqua, afferrò con forza l’allievo e ne mise la testa in giù nel secchio cercando di affogarlo. L’allievo si dibatteva, ma il maestro gli teneva la testa sott’acqua fermamente, fino al limite della sopportazione. Quando si accorse che l’allievo stava per annegare soffocato, lo lasciò, lo tirò su e questi prese un gran respiro fra tosse e singulti guardando il maestro in modo interrogativo. Appena ripreso fiato, l’allievo chiese al maestro il perché di una simile reazione. Rispose il maestro: “Quando hai tirato fuori la testa dall’acqua, ciò che più desideravi era l’aria per respirare! Sarai capace di apprendere quando proverai lo stesso bisogno per ciò che vuoi sapere!”

Spesso ciò che desideriamo apprendere non è così impellente come il respirare. Non dipende da esso la vita o la morte.

Dobbiamo comportarci come se lo fosse. Impegnarci con la stessa forza e con quella volontà.

Se non è importante, essenziale, per noi apprendere ciò che desideriamo, sarà molto difficile e faticoso imparare. La difficoltà, la noia, e la lunghezza del processo di apprendimento sono proporzionali con l’importanza che noi diamo a ciò che desideriamo assimilare.

L’intenzione dirige l’attenzione e l’attenzione è madre del ricordo.

Questo è il terreno della Volontà. La volontà non va confusa con la caparbietà, con la testardaggine, ma è un’ energia sotto controllo che viene orientata nella direzione del proprio intento. Essa può essere allenata in modo da darle il potere di soggiogare i sensi e persino i pensieri. Un antico Maestro Rosacroce elencava gli esercizi di “ginnastica psichica” necessari per allenare la volontà[1].

Nei nostri corsi dal vivo suggeriamo agli allievi alcuni di questi esercizi e li pratichiamo insieme.

Ci sono perciò, molti modi pratici e concreti per allenare la propria volontà, ma il primo fra tutti è il desiderio di riuscire. Questo deve essere talmente forte da superare tutte le difficoltà che si incontrano sulla propria strada, persino i propri sensi (stanchezza, dolore, fame, sete, ecc.).

Quanto è importante per te? Cosa sei disposto a fare per ottenere ciò che desideri?

Chi si aspetta una scorciatoia troverà solo una via più tortuosa e meno efficace.

In secondo luogo, è fondamentale la convinzione di riuscire. Quando un docente, rivolgendosi alla classe, dice: “Ora attenzione, perché devo spiegare un concetto difficile …” ha già “tagliato le gambe” alla maggior parte degli allievi poiché ha minato alla base la loro speranza, la loro convinzione di poter imparare.

Essere convinti ciecamente di farcela è fondamentale perché costituisce quella forza che, dopo tutte le cadute, ci permette di rialzarci sempre e di ricominciare. Osservare ogni fallimento permette di capire cosa non ha funzionato e dovrebbe fornire lo spunto per riprovare in un altro modo (ovviamente lo stesso modo ci farebbe sbattere continuamente contro un muro come fa la mosca quando vuole uscire dalla finestra chiusa, non vedendo il vetro).

Quando faccio una cosa con la certezza che riuscirò a farla, prima o poi la farò molto bene. Questo concetto è divenuto famoso con la celebre frase del Maestro Yoda (da Star Wars, ormai entrata nell’immaginario collettivo): “ Non c’è provare! C’è fare o non fare!”

Senza questo prerequisito iniziare ad imparare qualsiasi cosa sarà un’esperienza faticosa e deludente.

La lettura veloce non fa eccezione: si avrà successo solo in misura proporzionata all’impegno, all’entusiasmo e all’energia che vi si mette.

Ma, ovviamente, questo non è sufficiente a riuscire, occorre anche usare strategie appropriate. Le scopriremo più avanti.

 

[1] Maestro E. Rosacroce, I segreti dell’ipnomagnetismo – Trattato teorico-pratico dei Poteri Occulti illustrato, ed. Rebis, 1955, riedizione 1985, Viareggio, cap.4 Ginnastica psichica.

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