Fare un “training mentale” per potenziare le tue capacità

Cari amici,

è martedì, e siamo arrivati all’ultimo passo (dei sette) della rubrica “L’ABC DELLA LETTURA VELOCE: cosa ti occorre per leggere più velocemente (e ricordare ogni cosa)”.

I precedenti  passi sono stati  Desiderarlo con tutte le forze ed essere convinti di riuscire; Presenza e concentrazione; Rilassamento Focalizzato; Eliminare gli errori “classici” che rallentano la tua lettura; Usare la luce per la lettura; Allenare l’occhio; oggi parliamo di come potenziare le tue capacità attraverso uno specifico “training mentale”.

Fare un “training mentale” per potenziare le tue capacità

In questo post conclusivo, riprendiamo un concetto  a cui abbiamo fatto riferimento nella seconda puntata:  il valore del training mentale.

Infatti, questo è il vero plus del nostro metodo, cioè quel salto che ti fa guadagnare una grande velocità (dalle 3- 10 volte più veloce tipica dei “normali “ corsi di lettura veloce, alle 60 volte più rapida).  Qui parliamo di qualcosa che, attraverso pratiche di autoipnosi ci può portare fino all’Hypnoreading, una metodica per la quale è possibile leggere (e ricordare) un intero libro in circa un’ora, sfruttando, appunto, lo stadio ipnotico (o autoipnotico che è lo stesso) che massimizza la concentrazione e le performance mentali. In assonanza con tutto questo, nella media delle nostre sperimentazioni, abbiamo scoperto che è possibile andare molto oltre i risultati tradizionali, fino a raggiungere velocità di quindici, trenta o anche sessanta volte la velocità iniziale.

Perciò il nostro metodo consente di fare un grande balzo in avanti alle ricerche sull’utilizzo del cervello e sui meccanismi di funzionamento della mente, migliorando la concentrazione (tornate a leggere i primi tre passi), la rapidità di assorbimento delle informazioni ed in generale il benessere psico-fisico della persona (e questo, ovviamente, vale anche per la memoria e lo studio).

Questo sistema integrato permette di raggiungere risultati incredibili in modo semplice e concreto: è un modello che mette in relazione la Mente con il Corpo, in una visione unificante e olistica dell’essere umano. Infatti, non si tratta di “stipare” artificialmente (cioè con  stratagemmi e mnemotecniche) il cervello di informazioni, ma di comprendere a fondo come funziona la registrazione e l’elaborazione dei dati, per imparare a sfruttarne a nostro vantaggio e gestirne le potenzialità, con un metodo di apprendimento pratico che ci permette di attingere a tutto il potenziale della mente umana, utilizzandolo in un modo più efficiente, più rapido e anche più divertente!

Il nostro paradigma mette insieme le strategie di apprendimento con quelle di lettura veloce, usando al meglio tutte le capacità che abbiamo, sia di leggere, che di ascoltare, che di memorizzare (compreso anche il metodo di studio). Perciò si parla di conoscere il potenziale della Mente come se si potesse avere un Libretto di Istruzioni del Cervello. Si apprende come sfruttare a nostro vantaggio le nuove scoperte della fisica quantistica applicata al cervello combinandole con antichi esercizi e metodiche per  la concentrazione, la memoria e il pieno uso di tutta la mente umana. Con tecniche ipnotiche e di PNL avanzata si impara a rimuovere eventuali blocchi, a raggiungere lo “stato di apprendimento ottimale, a riprogrammare false convinzioni limitanti, ad evitare il sabotaggio dal cervello “inferiore”, a ri-armonizzare gli emisferi cerebrali. Con le tecniche ipnotiche e, specialmente di “ipnosi quantica” (ad es. il Quantum Zeno Effect oppure la luce con il metodo LQE Lucem Quantum Extreme) si apprende a migliorare la concentrazione e ad usare al massimo il potere creativo per l’apprendimento, ad utilizzare entrambi gli emisferi cerebrali simultaneamente.

Ovviamente tali strategie sono combinate e parte integrante del nostro paradigma di apprendimento QUANTUM MEMORY.

Inoltre, con le tecniche di Hypnoreading si può apprendere a d eseguire la scansione immediata di informazioni essenziali, risparmiando fino al 80% del tempo di lettura. Con le metodiche di apprendimento quantistico si può imparare a prendere appunti più efficienti, usando il cervello destro e molto altro.

Il cervello è un meccanismo straordinario, “in grado di compiti infinitamente più complesse di quanto è stato pensato … Il motivo per cui le nostre prestazioni non corrispondono anche le potenzialità minimi è che ci viene data alcuna informazione su ciò che siamo, o su come possiamo utilizzare al meglio le nostre capacità intrinseche” (Lee Pascoe).

Hypnoreading e QUANTUM MEMORY

Come abbiamo accennato nelle prime lezioni il passaggio alla fase ipnotica usa le frequenze inserire nella fase Alpha per raggiungere lo stato ottimale di apprendimento, la concentrazione senza sforzo, per eliminare i bug, virus, gli errori di programmazione (convinzioni limitanti, blocchi emotivi), riprogrammando la mente con suggerimenti positivi a livello di trance.

L’Hypno-lettura è una lettura supersonica in trance che utilizza defocalizzazione ed una percezione subliminale, a una velocità di una pagina al secondo.

Tutto questo può essere raggiunto con più facilità usando anche il cosiddetto effetto Mozart, per raggiungere un più elevato I.Q. e fornire un efficace nutrimento al cervello. Infatti, la musica, combinata con la Suggestopedia, è fondamentale per l’apprendimento rapido.

Entrare “a livello”

Josè Silva nel suo eccezionale lavoro (il metodo che da lui prende il nome) usava una locuzione per definire lo stadio mentale ottimale (situato fra l’Alfa e il Theta) per l’apprendimento (e non solo per quello): “entrare a livello”.

Il livello è quello stadio, che potremmo definire autoipnotico, in cui la nostra mente si espande, diventa “spugnosa”, cioè in grado di assorbire qualsiasi informazione, in grado addirittura di plasmare la materia. Governare consciamente tale stadio è uno dei requisiti che ci permette di ottenere i fantastici risultati di cui abbiamo parlato.

Nei corsi dal vivo svolgiamo molto lavoro di questo tipo per portare i partecipanti a questo stadio e i risultati che otteniamo confermano la bontà del nostro metodo (l’unico ad essere accettato dal Congresso Mondiale di Ipnosi).

La metodica per arrivare a questo livello di autoconcentrazione è piuttosto semplice e va appresa (come per tutte le cose) con molta pratica e pazienza.

Ora ecco le istruzioni per il tuo primo “viaggio” autoipnotico, se vuoi, puoi fartele leggere da un amico o da un’amica, purché persona di tua fiducia e legga con calma, con voce calda e monotona.

“Siediti comodamente, appoggia i piedi piatti per terra e le mani sulle cosce. Lascia uscire tutta l’aria. Chiudi gli occhi.

Usa  la respirazione addominale compiendo da tre a cinque respiri profondi. Mentre espiri, rilassati. Fallo con calma, prenditi tutto il tempo necessario.

Ora rilassa progressivamente tutti i muscoli per calmare il tuo corpo cominciando dal basso, dai piedi, a salire verso la testa. Rilassa una parte per volta [chi legge può richiamare all’attenzione i piedi, i polpacci, le ginocchia … poi le mani, i polsi, gli avambracci … l’addome, il torace, il collo, ecc.]. Rilassa gradualmente tutti i muscoli in modo da sentire il corpo completamente morbido e pesante, abbandonato. Ora lascia che il tuo corpo si rilassi, una parte alla volta, a partire con le dita dei piedi, sentite i piedi che si squagliano sul pavimento; a poco a poco tutte le tensioni scivolano lontano. Attraverso le gambe, poi le dita, le vostre mani, le braccia, fino in alto al torace, al collo e alle spalle …

Fai ancora un respiro profondo e rilascialo lentamente. Voglio che cancelli tutto dalla tua mente.  Lascia ogni pensiero allontanarsi. Se i pensieri non se ne vanno, pazienta e, semplicemente, osservali. Guarda da dove vengono e dove vanno. Poi porta l’attenzione alla transizione fra i pensieri, una specie di “terra di nessuno”, dove non ‘è pensiero. Dimentica tutto tranne le parole che stai ascoltando.  Tutto ciò che conta sono queste parole. Non è necessario essere concentrati  su queste parole. Tutto quello che devi fare è seguirle alla lettera.

Ogni tensione è scivolata via dal corpo, ogni pensiero è andato …  Ora  sei completamente rilassato (o rilassata). Puoi immaginare di andare a dormire, sentendo il peso sui tuoi occhi e non vorrei che immaginassi di dormire in un posto meraviglioso, in un giardino di fiori davanti ad un cancello. Non devi pensare ad un portone, né tanto meno immaginare un cancello di ferro alto 2 metri, di colore argento, con il tuo nome stampato proprio al centro della porta. Se già hai visualizzato la porta, non immaginare di estendere la mano e di aprire il cancello sul quale è scritto il tuo nome. Perché se apri il cancello con il tuo nome, allora significa che sei pronto (o pronta) ad accettare il suggerimento che io ti do. Soprattutto se mi immagini nel giardino dietro il cancello mentre ti chiamo per nome. [pronunciare il nome]. Io ti accompagno dentro la porta su cui è scritto il tuo nome.

Ora, oltrepassata la porta, immagina di percorrere un lungo corridoio, di cui non è possibile vedere la fine. Mentre cammini lungo il corridoio la tua mente si allontana. Ad ogni passo perdi sempre più il controllo e ti lasci andare piacevolmente, mantenendo la coscienza di ciò che accade.

Quando sentirai la mia parola «Ora!» raggiungerai la fine del corridoio e avrai completato lo stato di trance; anche se non dovesse sembrarti di esserci, ci sarai.

ORA!

Sei in uno stato meraviglioso, ti puoi rendere conto che la tua mente si espande e diviene una spugna in grado di assorbire ogni informazione, è potente! Può fare collegamenti rapidi e dinamici, la tua concentrazione è massima, i tuoi occhi sono scanner in grado di scorrere le righe alla velocità di un laser, nel silenzio e nel vuoto assoluto.

I tuoi neuroni sono rapidi e potenti tutto ciò che leggi, che ascolti, che vedi è trattenuto e completamente assorbito, in modo cosciente. Ora prendi coscienza di quanto la tua mente sia potente e nel prendere questa coscienza ti senti bene, molto bene.

Quando queste istruzioni saranno assorbite completamente dalla tua mente, i tuoi occhi si apriranno, ma non prima! E quando saranno aperti ricorderai tutto sentendoti bene e rilassato (o rilassata).

E ora ti invito a riemergere alla coscienza del qui ed ora, mantenendo lo stato di concentrazione necessario alla lettura ed allo studio, come se la tua mente fosse diventata un fucile di precisione da usare con calma, rapido ed efficace. Al mio tre, potrai aprire gli occhi avendo concluso il tuo lavoro e memorizzato le fasi per poterlo compiere da solo (o da sola).

E ora inizio a contare:

UNO,

DUE,

TRE

Dolcemente, apri gli occhi!”

Questa sessione di autoipnosi non ha alcun effetto collaterale, è rilassante e piacevole e può essere fatta tutte le volte che si desidera (purché  in luogo tranquillo e protetto). Per qualsiasi dubbio contattaci alla email lucemformazione@gmail.com ti risponderemo velocemente.

Ora hai tutto ciò che serve per espandere la tua mente!

Buon lavoro!

Allenare l’occhio

Cari amici,

è martedì, e, come di consueto, vi presentiamo un altro post con il penultimo passo (il sesto dei sette) della rubrica “L’ABC DELLA LETTURA VELOCE: cosa ti occorre per leggere più velocemente (e ricordare ogni cosa)”.

I precedenti  passi sono stati  Desiderarlo con tutte le forze ed essere convinti di riuscire Presenza e concentrazione; Rilassamento Focalizzato, Eliminare gli errori “classici” che rallentano la tua lettura, Usare la luce per la lettura, oggi parliamo di come allenare l’occhio.

Allenare l’occhio

Finalmente veniamo a come leggere velocemente e, per questo, cominciamo ad allenare l’occhio.

Per prima cosa dobbiamo familiarizzare con alcuni concetti.

Il primo è che gli occhi leggono solo quando sono fermi: non riescono a farlo in movimento (immagina una macchina fotografica che cattura un’immagine nitida solo quando è ferma altrimenti la foto è sfocata). Questo è chiamato PUNTO DI FISSITÀ: cioè la pausa che gli occhi effettuano nel corso della lettura, in cui vengono captate intere porzioni della riga stampata.

Per leggere velocemente è necessario  aumentare la velocità di scorrimento dell’occhio e, naturalmente, diminuire il numero dei punti di fissità (cioè delle “fermate”) allargando il campo visivo (detto anche CAMPO DI PERCEZIONE) cioè il numero di simboli grafici che riuscite a percepire in ogni singolo punto dì fissità.

Inoltre, è necessario velocizzare gli occhi affinché, non solo scorrano più rapidamente, ma possano passare da una riga all’altra più velocemente possibile. Questo è chiamato  MOVIMENTO DI RITORNO, cioè la veloce operazione che effettuate quando, terminata una riga, passate a quella successiva.

Tutto questo non può prescindere dalla  CAPACITÀ DI COMPRENSIONE, cioè dal numero di parole che riuscite ad interpretare in un punto di fissità. Ovviamente se sono italiano e leggo un testo in russo, per quanto possa andare veloce non riuscirò a leggere e a comprendere nulla!

Come vedete gran parte di questo lavoro è di natura muscolare: una sorta di palestra per gli occhi che devono imparare a correre veloci tra le parole e tra le righe, anche da una riga all’altra, devono aumentare anche il loro campo visivo.

E questo è il metodo di lettura veloce classico, che trovate dappertutto. Questo metodo permette di velocizzare la lettura da 3 a 10 volte la velocità iniziale.

Per allenarvi e migliorare con i metodi classici vi consiglio, come inizio, questi due esercizi (nel corso dal vivo ve ne sono molti altri) per allargare il Campo visivo e per accrescere la velocità dell’occhio.

 Esercizio 1: usate una penna o una matita (molto sottile) per sottolineare ogni parola, come una sciabolata. Questo aiuta il vostro sguardo a mantenere la riga e permette una velocità costante; vi consiglio di usare un metronomo per scandire il tempo. Come prima strategia (per due minuti) leggete (con il metronomo a 60) una parola al secondo (cioè ogni battito del metronomo) aumentando la velocità ogni pagina. Poi, si passa (per tre minuti) leggete alla velocità di 1/2 sec. per parola (120 del metronomo) aumentando la velocità di ogni pagina.

Riassumendo: ad ogni pagina aumentate un po’ la velocità, prima partendo da 60 del metronomo, poi da 120.

 Esercizio 2: Sempre tenendo una penna, mantenendo la focalizzazione al centro della riga, leggete la prima e l’ultima parola di ogni riga.

1° fase (1 minuto) – leggete una parola all’inizio riga e una alla fine (1 Sec. per riga…)

2° fase (1 minuto) – leggete, nello stesso modo, due parole all’inizio riga e due alla fine (1 Sec. per riga…)

3° fase (3 minuti) – una parola all’inizio riga e una alla fine (1/2 Sec. per riga…)

Vi è anche un’infinità di altri esercizi che pratichiamo nei corsi dal vivo.

Questi metodi “muscolari” (poiché focalizzati soltanto ad allenare i muscoli dell’occhio) vi consentiranno, con il tempo, lo studio e la costanza (ricordate che è una vera e propria palestra) un miglioramento che va dalle tre alle dieci volte la velocità iniziale.

Questi esercizi sono i “classici” metodi di lettura veloce che trovate in rete in molteplici salse. Ma come potete osservare essi costituiscono solo una piccola parte del nostro metodo che è il più completo oggi a disposizione di chi vuole leggere velocemente. Nella prossima puntata ci concentreremo su quelle specifiche che faranno funzionare ancora meglio il vostro cervello e riusciranno ad aumentare ulteriormente le vostre capacità di lettura.

Ovviamente, la comprensione, specialmente all’inizio, calerà, ma è normale: stiamo lavorando sulla velocità, non sulla comprensione. Solo alla fine, rallentando un pochino, la comprensione tornerà anche incrementata. Fidatevi!

Contattateci per saperne di più e per conoscere le prossime date dei corsi dal vivo.

 

 

Usare la luce per la lettura

Cari amici,

è martedì, e, come di consueto, vi presentiamo un altro post con il quinto passo (dei sette) della rubrica “L’ABC DELLA LETTURA VELOCE: cosa ti occorre per leggere più velocemente (e ricordare ogni cosa)”.

I precedenti  passi sono stati  Desiderarlo con tutte le forze ed essere convinti di riuscire Presenza e concentrazione; Rilassamento Focalizzato, Eliminare gli errori “classici” che rallentano la tua lettura, oggi parliamo di come usare la luce per leggere più velocemente.

Usare la luce

La luce ha uno specifico ruolo molto importante (più di quanto si pensi) per leggere velocemente (e ricordare).

Il primo è un effetto diretto: una pagina ben illuminata viene letta molto più velocemente di una poco o male illuminata. Inoltre, poiché la luce ha un importante effetto anche per la memoria, le pagine lette con una illuminazione ottimale sono ricordate molto meglio.

Perciò, come deve essere l’illuminazione per leggere bene? La luce deve serre calda, abbondante e deve provenire dall’alto a n sinistra (da destra se site mancini). La luce del sole è la cosa ottimale, pertanto se è possibile, leggete in favore di sole (la luce del sole deve provenire da sinistra) con il raggio di sole che illumina completamente la pagina. Ma se si studia al chiuso, in un giorno di pioggia o di notte? Usate una lampada da tavolo con una lampadina dotata di un ricco spettro luminoso: ottime le lampade ad incandescenza o quelle alogene, anche quelle a led purché producano luce ricca e calda cioè con tutto lo spettro luminoso (non quelle a luce fredda o biancastra/azzurra). Assolutamente inadatte le luci al neon (e quelle ad altri gas comprese alcune di quelle a basso consumo) poiché il gas produce una vibrazione che viene percepita solo a livello inconscio, stancando l’occhio e provocando disattenzione (causa anche malattie di disturbo di attenzione), irrequietezza ed altri disagi. Inoltre, lo spettro luminoso povero di tali lampade nuoce alla memorizzazione e rallenta la velocità di lettura.

Alcune sperimentazioni che abbiamo condotto in corsi dal vivo di lettura veloce dimostrano che soggetti posti in ambienti poco o male illuminati hanno raggiunto risultati molto inferiori a quelli raggiunti da soggetti in ambienti molto luminosi.

Questo è l’uso più ovvio della luce.

Ma vi è un altro aspetto che va compreso per sfruttare la luce a proprio vantaggio. Per comprendere questo dobbiamo capire quale sia il ruolo della luce nella chimica del cervello.

Da una serie di ricerche scientifiche sappiamo che il cervello lavora attraverso una serie di reazioni fisico-chimiche trasformando impulsi elettrici in molecole e proteine. Infatti, la memoria a lungo termine si differenzia da quella a breve termine proprio per questa natura che le conferisce maggiore stabilità: laddove la memoria a breve termine è costituita da impulsi elettrici, quella a lungo termine è fatta da molecole, molto più stabili e durature. La trasformazione da impulso elettrico a molecola è un processo fisico-chimico in cui la luce ha un ruolo fondamentale: infatti, essa costituisce un catalizzatore affinché tali reazioni possano svolgersi in modo efficace.

Tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta un medico francese Charles Lefebure studiava gli effetti della luce sul cervello umano. Attraverso queste ricerche egli metteva a punto un metodo di evoluzione personale basato sull’osservazione della luce che chiamò fosfenismo. Queste sue ricerche si sono focalizzate sugli effetti della luce sul cervello attraverso l’immagine residua di una sorgente luminosa che rimane impressa nella retina: il fosfene che può essere chiamato anche fotoeco.

La luce è molto importante per l’apprendimento

Le nostre esclusive metodiche sono qualcosa di profondamente diverso e specifico, essendo legate anche alle Antiche Tradizioni. Difatti, noi consideriamo le metodiche LuceM  (Luce + Memoria) tecniche quantistiche per l’apprendimento in quanto la luce produce sul cervello un effetto appunto “quantistico”. Infatti, poiché la luce bianca contiene tutti i colori e, quindi tutte le forme e tutte le idee, quando noi mettiamo un’idea o un’immagine nella luce, la sorgente luminosa fa collassare l’onda delle infinite possibilità che possono realizzarsi su quella specifica che abbiamo messo nella luce.

Fondamentalmente, la luce ha un triplice effetto sul cervello:

  • il primo è che fissa le memorie. Questa azione è possibile in virtù del fatto che la luce agisce come catalizzatore sia sull’ippocampo che sui geni NR2B e CREB attivatore. Nel gene NR2B la luce attiva la memoria fotografica. Non è questa la sede per comprendere tutti i processi biochimici che si sviluppano, attraverso la luce, nel cervello. Potremmo semplicemente paragonare la luce ad uno spray fissativo, una sorta di collante che fissa ed evidenzia le memorie nella nostra mente.
  • Il secondo aspetto è legato ad altre sostanze quali, ad esempio, la mielina che costituisce le connessioni neuronali. La guaina mielinica (detta mielina) avvolge gli assoni[1] e permette la propagazione del segnale elettrico molto più rapidamente (fino a 150 m/s) che non negli assoni senza guaina mielinica. La luce agisce chimicamente sulla mielina (e anche su altre sostanze) rendendo il percorso degli impulsi elettrici più scorrevole. Per usare una metafora potremmo dire che crea un’autostrada per le nostre informazioni.

La luce agisce, come già ricordato precedentemente, anche nel rendere più funzionale il lavoro del gene NR2B nel creare associazioni mentali.

  • Il terzo aspetto concerne il fatto che la luce fornisce energia al cervello, cioè è considerata un neuroattivatore. Per questo motivo, ad esempio, è sconsigliato guardare la televisione o lavorare al computer prima di andare a letto. Infatti, la luce attiva le cellule neuronali e le fornisce energia. Perciò, se dobbiamo studiare, facciamolo in un luogo molto ben illuminato (la luce deve provenire sempre dall’alto e da destra – da sinistra per i mancini). Questo spiega anche perché molti popoli del nord siano più pacati e meno vitali di popoli che vivono al sud nel pieno della luce.

Come usare la luce

Il nostro metodo LuceM  migliora sia la memoria che la concentrazione e può essere un valido sostegno per lo studio quotidiano, nonché per la lettura. Esso si basa su di un concetto fondamentale: l’uso della luce per facilitare l’apprendimento.

Come si è appena detto, studiare in ambienti luminosi facilita la memorizzazione. Del resto i libri sono stampati su carta bianca che è quella che riflette maggiormente la luce.

Quello che qui facciamo però è utilizzare la luce in maniera nuova, attraverso la traccia luminosa residua che permane sulla retina dopo aver osservato una luce. Con l’esposizione alla luce la mente ed il cervello vengono “attivati” migliorando notevolmente la capacità di ritenzione delle informazioni.

Il concetto base è che Energia Luminosa significa Energia Mentale:  in altre parole, noi trasformiamo l’energia luminosa in energia mentale.

Agendo chimicamente sul cervello la luce migliora la facoltà di visualizzazione, cioè la capacità di immaginare ad occhi chiusi ciò che in questo momento non si trova davanti a noi. Con una migliore e più efficace visualizzazione migliora anche la memorizzazione.

 

Per  conoscere meglio le modalità di utilizzo consigliamo la visione della videopuntata gratuita Apprendere con la luce del nostro VIDEOCORSO  QUANTUM MEMORY Virtual Edition.

L’impiego nella lettura

Quando leggete usate naturalmente una lampada per illuminare bene la pagina (come nella figura sopra). Ogni capitolo (circa ogni 5 -10 minuti o anche 15). Fermatevi un attimo. Mettete da parte il libro, fissate la luce per circa trenta secondi immaginando, in quel breve lasso di tempo, di rileggere mentalmente tutto ciò che avete appena letto, come se fosse scritto sulla lampadina: usate la vostra lettura superveloce per rileggere tutto mentalmente in circa trenta secondi. Poi mettetevi la benda (come nella figura) e, senza pensare a nulla, osservate la traccia luminosa; notate come cambia colore se si sposta oppure no, siatene semplicemente testimoni, osservatori neutrali. Dopo circa tre minuti (il tempo cambia da soggetto a soggetto e in funzione dell’intensità della lampada) togliete la benda e ricominciate a leggere. Vi accorgerete in breve di ricordare molto di più ciò che avere letto.

Come velocizzare la lettura con la luce

Lo stesso principio si può utilizzare  per rendere l’occhio (e la mente) più veloce nello scorrere le righe, le pagine e nel comprendere i segni grafici.

Prima di accingervi a leggere mettetevi davanti ad un lampada (figura sotto) e osservatela per circa trenta secondi. Mentre la guardate  immaginate di vedere nella luce della lampadina i vostri occhi che sono velocissimi, che scansionano il testo come dei laser, immaginate di vedere il vostro cervello che assorbe tutto come una spugna: occhi laser e cervello spugna.

Passati i trenta secondi chiudete gli occhi (spengete la lampada) e mettetevi la benda.

Osservate la traccia luminosa come sopra, senza pensare a nulla, semplicemente siatene testimoni.

La luce creerà una nuova traccia nel cervello dando un’istruzione importante: velocizzare al massimo!

Ovviamente, questo non sostituisce l’allenamento fisico (oggetto della prossima puntata), ma aiuta molto e ne accresce l’efficacia incrementando anche la capacità del cervello di comprendere e ritenere ciò che si è letto.

Attenzione! Non usate la luce si soffrite di glaucoma o di altre malattie simili dell’occhio. In questi casi consultate prima un medico. Non osservate mai la luce del sole, poiché questa può danneggiare la retina. Nei nostri corsi dal vivo apprenderete molti altri dettagli a riguardo, e, in alcuni corsi speciali potrete sperimentare (sotto stretta osservazione) anche il sungazing con i suoi benefici effetti.

Contattateci per saperne di più.

 

 

[1] L’assone (che comprende anche anche i dendriti) è un conduttore di impulsi in direzione centrifuga rispetto al corpo cellulare. Ogni neurone ha unicamente un assone. L’assone, solitamente, presenta diramazioni alle estremità, assumendo l’aspetto della “chioma di un albero”. Gli assoni formano le connessioni neuronali.

 

Eliminare gli errori “classici” che rallentano la tua lettura

Cari amici,

è martedì, e, come di consueto, vi presentiamo un altro post con il quarto passo (dei sette) della rubrica “L’ABC DELLA LETTURA VELOCE: cosa ti occorre per leggere più velocemente (e ricordare ogni cosa)”.

I precedenti  passi sono stati  Desiderarlo con tutte le forze ed essere convinti di riuscire Presenza e concentrazione; Rilassamento Focalizzato, oggi parliamo dele cattive abitudini che ti rallentano mentre leggi.

Eliminare gli errori “classici” che rallentano la tua lettura

Finalmente arriviamo alla pratica della lettura veloce.

Però, prima di iniziare, la prima cosa da fare è un test di lettura per stabilire la vostra velocità di partenza, cioè quello che riuscite a leggere (e a capire) ora. Sulla rete si trovano infinite risorse di questo tipo, ma potrete anche farlo in casa (e anche meglio) prendendo un testo qualsiasi di circa 2.000 parole (potete scansionarlo o copiarlo da un ebook e incollarlo in word in modo da misurare il numero esatto di parole) e leggerlo con attenzione mentre vi cronometrate. È molto importante leggere con attenzione, altrimenti correte due gravi rischi:

  • il primo è che non comprendete nulla di ciò che leggete, nel tentativo (assurdo) di “fare bella figura” e leggere velocemente. In questa fase occorre leggere per capire, come siete normalmente abituati, sapendo che poi vi verranno fatte domande su quel testo.
  • Il secondo rischio è quello di falsare, con una lettura frettolosa e inefficace la vostra velocità reale. Così facendo, renderete anche meno evidenti i vostri successivi miglioramenti. Perciò, attenzione e non abbiate fretta!

Una volta terminata la lettura, segnate il tempo impiegato (in minuti e secondi, poi trasformate tutto in secondi) e calcolate la vostra velocità che è espressa dalle Parole Al Minuto (PAM) secondo questa formula:

Infine, fatevi fare da un’altra persona dieci domande sul contenuto del testo in modo da verificare se lo avete compreso e in quale grado.

Se risponderete esattamente a cinque domande su dieci la vostra capacità di comprensione sarà del 50%. Per questo è importante, per questa prima lettura di riferimento, leggere lentamente e con estrema attenzione il testo.

Ora veniamo all’argomento di questa lezione: eliminare gli errori “classici” che ti rallentano; il secondo è imparare a velocizzare i propri occhi.

Ormai conoscete la vostra velocità iniziale (la media è fra le 100 e le 150 PAM) e potrete verificare di quanto migliorerete!

Perciò,  per prima cosa, mettiamoci al lavoro per elimininare  gli errori, che sono i principali responsabili della nostra lettura lenta (o non veloce).

Uno degli errori più comuni consiste nel leggere subvocalizzando (cioè leggendo a bassa voce o anche solo con la “voce mentale”). Questo limita la velocità di lettura a quella della dizione, bloccandola a non più di 150 – 200 parole al minuto. In realtà il nostro occhio-cervello può leggere ben oltre le 1.000 parole al minuto, con il giusto training.

Prova a renderti conto di come leggi. Senti la vocina mentale leggere dentro di te? O, addirittura, leggi sottovoce? Allora hai il limitatore inserito! Sbloccalo subito!

Ovviamente cambiare abitudine richiede tempo e lavoro, ma siamo qui per questo.

Il secondo errore è il cosiddetto movimento di regressione cioè la rilettura di quei passi non del tutto chiari durante la prima lettura.

Infatti, a volte, proprio perché leggiamo troppo lentamente, ci distraiamo, perdendo, così, il filo del discorso. La nostra mente se ne va da un’altra parte mentre gli occhi scorrono le righe. Questo ti mostra che potresti andare molto più veloce! Quando questo accade cosa fai? Torni indietro a leggere quello che non hai capito o i passi nei quali non eri centrato, eri distratto. Ebbene, non solo questa cattiva abitudine ti rallenta (e moltissimo!), ma è appurato, che non aumenta affatto la nostra comprensione, anzi, la diminuisce. A questo proposito, bisogna ricordare la Legge di Pareto, in base alla quale nel 20% del testo sta l’80% del significato. Tony Buzan, ideatore della Mappe Mentali, sostiene addirittura che nel 10% del testo sta il 90% del significato.

Perciò, già facendo solo così, cioè eliminando questi due gravi errori, puoi subito velocizzare di molto la tua lettura.

Continuate a seguirci! La settimana prossima, parleremo di come usare la luce per leggere più velocemente!

Il Rilassamento Focalizzato

Cari amici,

è martedì, e, come di consueto, vi presentiamo un altro post con il terzo passo (dei sette) della rubrica “L’ABC DELLA LETTURA VELOCE: cosa ti occorre per leggere più velocemente (e ricordare ogni cosa)”.

I precedenti  passi sono stati  Desiderarlo con tutte le forze ed essere convinti di riuscire Presenza e concentrazione; oggi parliamo di Rilassamento Focalizzato. Vi chiederete, forse, “Ma quando parleremo di lettura?” La  nostra risposta è che, senza questi tre passi fondamentali, che fanno parte del nostro paradigma QUANTUM MEMORY (e, perciò, comuni anche all’apprendimento) non otterreste nulla di interessante e degno di nota.

Se avrete la pazienza di seguirci un passo alla volta, vi stupirete voi stessi dei risulati che potrete ottenere.

 

Il Rilassamento Focalizzato

Bene, una volta imparato a mettere desideri, entusiasmo, energia, convinzione, una volta che avrete appreso a “fare il vuoto” e a rafforzare la vostra presenza, volontà e concentrazione, il terzo passo è apprendere a rilassarsi. Ma, naturalmente, occorre un tipo di rilassamento particolare che chiamiamo rilassamento focalizzato. Infatti, non si tratta di dormire, né di abbandonarsi, ma di entrare in uno stato in cui, mentre il corpo è assolutamente abbandonato e rilassato, la mente diviene “spugnosa”, cioè capace di assorbire e visualizzare (e, perciò, ricordare) qualsiasi informazione.

In questo stato la facoltà di leggere, di restare concentrati (e, perciò senza distrazioni) e di ricordare è amplificata. L’energia non viene dispersa con inutili tensioni o movimenti del corpo, ma canalizzata totalmente nella performance di lettura.

Per ottenere questo stato è necessario un po’ di allenamento, come per tutte le cose, ma tale stato può essere utilizzato anche per altri impieghi, ad esempio, per potenziare in modo creativo le proprie risorse personali. Questo tipo di rilassamento è chiamato anche rilassamento sofrologico. La sofrologia, inventata tra gli anni ’60 e i ’70 dal neuropsichiatra Alfonso Caycedo (nato nel 1932), deriva dalle parole greche sos (σῶς), armonia, fren (φρήν) mente e loghìa  (λογία) studio, scienza: infatti, sofrologia è armonia. La sofrologia considera l’uomo un’unità corpo-mente inscindibile.

Il rilassamento focalizzato che insegniamo a praticare nei nostri corsi è assimilabile a quello sofrologico combinando corpo e mente. Infatti, lavorando sul corpo si raggiungono risultati duraturi nel tempo: cambia il modo di vedere la realtà, migliorano le difese immunitarie, si reagisce positivamente davanti allo stress, cresce l’autostima, si prendono buone decisioni, migliorano tutte le sfere della vita, si potenzia la coscienza e la libertà dell’individuo, si sviluppa l’ottimismo, il pensare positivo, l’intuizione, la creatività, le capacità personali, l’autostima, il benessere psicofisico.

In questo stato il cervello emette onde “Alfa” (8 -14 hz). Questo stato è quello più adatto per ottenere il massimo potenziale dalla propria mente ed è anche quello su cui lavora il famoso Metodo Silva[1].

Per produrre il rilassamento è necessario procedere in tre fasi:

  • la prima consiste nel progressivo rilassamento fisico dai piedi alla testa (sebbene alcune scuole sofrologiche facciano l’inverso, è testato che questa procedura che parte dai piedi è più funzionale all’attivazione cerebrale).
  • Nella seconda fase si provvede a rilassare e svuotare la mente con alcuni metodi presi a prestito da alcune pratiche autoipnotiche (ad esempio i colori-numeri)
  • Nella terza fase, mantenendo questo stato, ci si riporta allo stato di veglia necessario per leggere con attenzione e concentrazione.

Ricordate che è normale che, al termine di tale pratica, potrete sentire una sensazione di pesantezza, il battito del cuore rallentato e respirazione profonda e lenta: tutto ciò è utile  per migliorare la circolazione sanguigna degli organi interni. Al termine della pratica, per ritornare allo stato di veglia sarà necessario produrre movimenti del corpo e aprire gli occhi. Con la pratica diventerete sempre più esperti e rapidi nel raggiungere lo stato alfa.

È importante anche abbinare a queste pratiche specifici esercizi per sincronizzare gli emisferi cerebrali in modo da poter sfruttare le qualità del cervello destro (il vero e proprio hardware con la facoltà di memorizzare, di visualizzare, di essere creativi, di comprendere l’insieme delle cose, di fare associazioni) e contemporaneamente, quelle del cervello sinistro (la logica, la critica, la comprensione, l’analisi).

Questi esercizi sono stati messi a punto e verificati con l’utilizzo del neurofeedback (o EEG Biofeedback), una tecnica non invasiva, derivata dal Biofeedback, che opera a livello neurocognitivo. Infatti, il neurofeedback è un procedimento che applica i principi del Biofeedback all’automodulazione di alcune funzioni del Sistema Nervoso Centrale. Tale autocontrollo è facilitato tramite le informazioni derivanti dall’EEG (EEG è l’elettroencefalografo, lo strumento per misurare i potenziali elettrici del cervello e trasformarne l’andamento temporale in una forma grafica). Tutto questo viene elaborato da un computer che visualizza, con un ritardo di pochi millisecondi, l’elettroencefalogramma del soggetto, fornendogli così un “feedback” in tempo reale dei suoi processi elettroneurofisiologici, aiutandolo, così, nel provare a modularli in maniera conscia e consapevole.

Ad esempio potete fare questo esercizio:

Seduti  fate tre lenti respiri.
– Iniziate  a portare  dolcemente  l’attenzione  nello spazio che circonda il vostro corpo.

Soffermatevi  almeno  quindici secondi tra un’istruzione e l’altra.

– Percepite lo spazio che si trova ai lati del vostro corpo.
– Percepite lo spazio che si trova davanti a voi.
– Percepite lo spazio sopra di voi.
– Percepite lo spazio sotto di  voi.
– Percepite lo spazio tra voi e  gli oggetti che vi circondano.
– Percepite simultaneamente tutto lo spazio attorno a voi.

Rimanete in questo stato quanto desiderate.

Continuate a seguirci! La settimana prossima, parleremo degli errori che ti rallentano!

 

 

[1] Il Silva Mind Control è un insieme di tecniche e procedure ideate da Josè Silva che permettono di sfruttare il pieno potenziale della propria mente. È diffuso in oltre 110 paesi nel mondo e utilizzato da più di 6 milioni di persone.

L’ABC DELLA LETTURA VELOCE 2° Passo

Cari amici,

Nel post della settimana scorso abbiamo avviato questa rubrica che abbiamo chiamato “L’ABC DELLA LETTURA VELOCE: cosa ti occorre per leggere più velocemente (e ricordare ogni cosa)”.

Abbiamo raccolto i sette punti fondamentali per leggere velocemente (e ricordare ogni cosa), non secondo i tradizionale (e ormai vecchi) metodi di lettura veloce, ma secondo il nostro paradigma QUANTUM MEMORY.

Nel post della scorsa settimana, abbiamo presentato il primo passo.

Di seguito presentiamo il secondo.

Presenza e concentrazione

Anche presenza e concentrazione costituiscono un prerequisito necessario per avere successo in qualsiasi attività che voglia essere appresa e, a maggior ragione, nella lettura veloce.

Negli anni ’70 andava di moda il Training autogeno, oggi, a quelle metodiche (peraltro efficaci) possiamo aggiungere alcune strategie di autoipnosi per accrescere ulteriormente il potere di concentrarsi. Infatti in questi giorni, in tutti gli sport, ad alto livello, presenza e concentrazione sono più importanti che la stessa tecnica.

Nelle arti marziali è la prima cosa che si deve apprendere; l’attenzione al momento, il tenere la mente nel qui e nell’ora escludendo ogni altra cosa, svuotandola da tutto il resto. In Formula Uno ad esempio, la capacità di concentrarsi in modo appropriato è un requisito fondamentale.

Nell’apprendimento, se si desidera raggiungere picchi di eccellenza, è ancora più vero. Nella lettura veloce, in particolare, tutto ciò che perdiamo in distrazione, cioè per mancanza di concentrazione, ci costringe a rallentare la performance di lettura e anche a comprendere molto meno.

Già nel libro Quantum Memory, ho parlato di come l’essere nel qui ed ora sia fondamentale per  “azzerare il mormorio mentale” e accedere all’immenso potenziale che abbiamo a disposizione. La “spazzatura” che riempie ogni istante la nostra mente ci separa da ciò che realmente possiamo fare. Riprendo alcuni passi tratti da  Eckart Tolle e già citati nel libro Quantum Memory: “Realizzate profondamente che il momento presente[1] è tutto quello che avete. Fate dell’Adesso il punto focale principale della vostra vita. Mentre nel passato avete dimorato nel tempo e avete fatto solo brevi puntate nell’Adesso, ora la vostra dimora è nell’Adesso e fate solo brevi puntate nel passato e nel futuro quando vi è richiesto per avere a che fare con gli aspetti pratici della vostra situazione di vita. Dite sempre «sì» al momento presente”.

E ancora afferma: “Utilizzate pienamente i vostri sensi, siate dove vi trovate. Guardatevi attorno, limitandovi a guardare senza interpretare. Osservate la luce, le forme, i colori, la consistenza. Prendete consapevolezza della presenza silenziosa di ogni cosa, dello spazio che consente a ogni cosa di essere. Ascoltate i suoni, senza giudicarli. Ascoltate il silenzio dietro i suoni.

Toccate qualcosa, qualunque cosa, e percepitene e riconoscetene l’Essere.

Osservate il ritmo della vostra respirazione; percepite l’aria che entra ed esce, percepite l’energia vitale dentro il vostro corpo. Consentite a ogni cosa di essere, dentro di voi e al di fuori. Permettete l’«essere così» di tutte le cose. Entrate in profondità nell’Adesso. State lasciando alle spalle il mondo privo di vita dell’ astrazione mentale, del tempo. State uscendo dalla mente folle che vi svuota di energia vitale, così come lentamente avvelena e distrugge la Terra. Vi state risvegliando dal sogno del tempo, entrando nel presente.

Concentrate la vostra attenzione nell’adesso e vedete quale problema avete in questo momento.

Non vi è risposta perché è impossibile avere un problema quando la vostra attenzione è pienamente nell’Adesso. Una situazione che deve essere affrontata o accettata, sì. Perché fame un problema?

La mente inconsciamente ama i problemi perché vi danno una sorta di identità. È normale, ed è folle. «Problema» significa che vi soffermate mentalmente su una situazione senza che vi sia una vera intenzione o possibilità di intraprendere un’azione adesso e che voi inconsapevolmente ne fate una parte del vostro senso del sé. Vi lasciate sopraffare dalla vostra situazione di vita al punto di perdere il senso della vita, dell’Essere. Oppure portate nella mente il fardello folle di cento cose che dovreste o potreste fare in futuro, anziché concentrare la vostra attenzione sull’unica cosa che potreste davvero fare adesso.

Ogni qualvolta è necessaria una risposta, una soluzione, o un’idea creativa, smettete per un attimo di pensare e focalizzate l’attenzione sul vostro campo energetico interiore. Diventate consapevoli della quiete. Quando riprenderete a pensare, il pensiero sarà fresco e creativo. In qualunque attività del pensiero, abituatevi a passare ripetutamente a distanza pressappoco di qualche minuto, dal pensiero a una forma interiore di ascolto, a una quiete interiore. Potremmo dire: non pensate soltanto con la testa, pensate con l’intero corpo.

Nel mio libro La porta segreta per il  Paese delle Meraviglie ho dedicato un intero capitolo a come rafforzare la volontà. Riporto un brano del capitolo ad essa dedicato in citavo l’apostolo Giacomo che nella sua lettera scrive: “Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare mossa e agitata dal vento; [e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l’animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni” E ancora  “Bramate e non riuscite a possedere […]; invidiate e non riuscite ad ottenere! […] Non avete perché non chiedete;] chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri”.

Chi ha un animo oscillante e instabile” non può pensare di poter ricevere. La presenza, la sicurezza, la Volontà  sono le chiavi per ricevere. Essere saldi d’animo. Come si può accrescere la saldezza d’animo? Chi impara a chiedere, cioè non per il soddisfacimento di cose che passano, di cose materiali, ma per la sapienza può ottenere. Ancora San Giacomo afferma “Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza […]  E la preghiera fatta con fede salverà il malato”. Ritorna il concetto del pregare bene e insistenza.

Albert Einstein afferma: “C’è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità, dell’energia atomica: la volontà”.

Che cos’è la volontà? Wikipedia la definisce come “ […] la determinazione di una persona a raggiungere con sufficiente convinzione un determinato obiettivo”. Ma non è sufficiente. La volontà è l’assoluto controllo dei propri pensieri insieme alla capacità di non farsi condizionare dalle altre persone o da cose e situazioni che ci circondano. Perciò la volontà va di pari passo con l’autocontrollo, cioè la capacità di resistere ad altre istanze, alle debolezze, a ciò che la religione chiama le tentazioni.

Oggi è sempre più difficile adottare tale controllo in quanto non esiste (o è fortemente indebolito) il principio di bene-male. Cosa accade se cedo ad una tentazione? Nulla! Perciò è più facile cedere.

Che accade se non mantengo una risoluzione presa? Nulla. Cadono così e sempre più spesso i buoni propositi, dalle diete, ai propositi sul lavoro, nello studio, riguardo alle questioni etiche o ai tanti dilemmi della vita quotidiana.

Nei nostri corsi dal vivo si praticano insieme molti esercizi atti a sviluppare la presenza e a rafforzare la volontà. La maggior parte di questi esercizi sono molto antichi, alcuni vengono fatti risalire al culto di Zoroastro, altri sono stati raccolti da fonti dalle quali attinse anche lo stesso Mesmer[2].

Tutti gli esercizi fanno riferimento allo sviluppo dei sensi e dell’attenzione al momento, svuotando la propria mente.

Per la presenza consiglio una pratica molto semplice ideata da Frank Kislow: sedetevi comodi, con i piedi appoggiati a terra, senza tenere né gambe né braccia incrociate. Chiudete gli occhi. Fate un bel respiro e lasciate uscire tutta l’aria. Ripetetelo tre volte in modo da rilassarvi. Ora osservate i vostri pensieri come se foste un semplice testimone. Osservate dove vanno e da dove vengono, come si trasformano uno nell’altro, come sono diversi uno dall’altro. Guardateli senza giudizio. Poi fate caso a quella piccola, insignificante, a volte impercettibile pausa che c’è fra uno e l’altro, anche se fosse di un millesimo di secondo. Portatevi l’attenzione. Osservate quella transizione, quando un pensiero è andato e l’altro non è ancora arrivato. Mettetevi l’attenzione. E, se un pensiero arriva, lasciatelo andare e riportate l’attenzione alla pausa, a quel vuoto. Fatelo con calma e con pazienza, senza giudizio, se venite distolti da un pensiero, non importa, semplicemente lasciatelo andare e ritornate alla pausa. Restate in questo vuoto tutto il tempo che desiderate e poi, mantenendo questo stato, quando desiderate, aprite gli occhi. Come vi sentite?

Per l’attenzione e la concentrazione nel nostro ebook gratuito QUANTUM MEMORY il nuovo pianeta dell’apprendimento vi sono diverse indicazioni.

Fra queste, vorrei suggerirne una molto semplice utile anche per la volontà, che chiamiamo “Mani sulla tavola[3].

Sedetevi a tavola, collocate le vostre mani sulla superficie del tavolo, i pugni chiusi e le dita rivolte fuori; poi spiegate lentamente il pollice sorvegliando i movimenti con tutta quella attenzione che avreste per un atto della più grande importanza. Fatto questo, aprite lentamente il primo dito, poi il secondo, poi il terzo, poi il quarto, poi il quinto, e rifate all’inverso la medesima serie di movimenti.

Cominciate con la mano destra, continuate con la sinistra.

Dai 5 minuti dei primi esperimenti, passate a 7, 8, 9, 10 minuti, progressivamente.

«Concentrarsi» significa isolarsi da tutte le impressioni esterne, forzare l’attenzione, vincere l’indifferenza e dominare contemporaneamente le proprie forze fisiche ed intellettuali. Il corpo, in questa operazione, deve soggiacere al controllo diretto dell’intelletto: l’intelletto, al controllo diretto della volontà. Se praticherete questo semplice esercizio ogni giorno, in breve vi accorgerete della differenza e quanto potenziale si trova in voi!

Continuate a seguirci! La settimana, il terzo passo!

[1] Tratti da Eckart Tolle, Come mettere in pratica IL POTERE DI ADESSO, Armenia, Milano 2004, pp. 41 -42; 65.

[2] Franz Anton Mesmer (1734 – 1815), medico tedesco, è il fondatore del Mesmerismo o magnetismo, antesignano della moderna ipnosi (il nome ipnosi è stato coniato da un suo seguace scozzese James Braid 1795 –1860).

[3] Questo esercizio è tratto dal nostro ebook gratuito QUANTUM MEMORY il nuovo pianeta dell’apprendimento, LUCEM – MENTALSUPERPOWER, 2014.

 

 

L’ABC DELLA LETTURA VELOCE: cosa ti occorre per leggere più velocemente (e ricordare ogni cosa)

Inauguriamo oggi una rubrica settimanale che ci svelerà alcuni segreti dell’apprendimento rapido.

Abbiamo raccolto i sette punti fondamentali per leggere velocemente (e ricordare ogni cosa), non secondo i tradizionale (e ormai vecchi) metodi di lettura veloce, ma secondo il nostro paradigma QUANTUM MEMORY.

Di seguito ti riporto i sette passi necessari per ottenere un grande risultato nella lettura, comprensione e memorizzazione di un testo.

Nel corso dal vivo ognuno di questi passi viene spiegato e praticato insieme vincendo così quell’inerzia iniziale e quella sorta di “pigrizia” che solitamente impedisce di progredire da soli. Inoltre, l’energia del gruppo ha la sua forza e il docente è sempre uno stimolo per correggere atteggiamenti sbagliati e per fornire le strategie efficaci.

Ma, per chi desidera darsi da fare da solo ecco ciò che occorre.

  1. Desiderarlo con tutte le forze ed essere convinti di riuscire
  2. Presenza e concentrazione
  3. Rilassamento focalizzato
  4. Eliminare gli errori “classici” che ti rallentano
  5. Usare la luce
  6. Allenare l’occhio
  7. Fare un “training mentale” per potenziare le tue capacità

Ogni settimana faremo uscire un post con le indicazioni per attuare un passo, accompagnandovi per mano verso il raggiungimento del vostro obiettivo.

Ed ecco il primo passo!

  1. Desiderarlo con tutte le forze ed essere convinti di riuscire

Questo primo punto vale per tutto ciò  che vogliamo imparare.

Una storia zen racconta di un allievo che si reca dal suo maestro e gli chiede di insegnargli tutto ciò che sa, poiché era suo desiderio, divenire, a sua volta Maestro. Ascoltata la richiesta, il maestro prese un grande secchio colmo d’acqua, afferrò con forza l’allievo e ne mise la testa in giù nel secchio cercando di affogarlo. L’allievo si dibatteva, ma il maestro gli teneva la testa sott’acqua fermamente, fino al limite della sopportazione. Quando si accorse che l’allievo stava per annegare soffocato, lo lasciò, lo tirò su e questi prese un gran respiro fra tosse e singulti guardando il maestro in modo interrogativo. Appena ripreso fiato, l’allievo chiese al maestro il perché di una simile reazione. Rispose il maestro: “Quando hai tirato fuori la testa dall’acqua, ciò che più desideravi era l’aria per respirare! Sarai capace di apprendere quando proverai lo stesso bisogno per ciò che vuoi sapere!”

Spesso ciò che desideriamo apprendere non è così impellente come il respirare. Non dipende da esso la vita o la morte.

Dobbiamo comportarci come se lo fosse. Impegnarci con la stessa forza e con quella volontà.

Se non è importante, essenziale, per noi apprendere ciò che desideriamo, sarà molto difficile e faticoso imparare. La difficoltà, la noia, e la lunghezza del processo di apprendimento sono proporzionali con l’importanza che noi diamo a ciò che desideriamo assimilare.

L’intenzione dirige l’attenzione e l’attenzione è madre del ricordo.

Questo è il terreno della Volontà. La volontà non va confusa con la caparbietà, con la testardaggine, ma è un’ energia sotto controllo che viene orientata nella direzione del proprio intento. Essa può essere allenata in modo da darle il potere di soggiogare i sensi e persino i pensieri. Un antico Maestro Rosacroce elencava gli esercizi di “ginnastica psichica” necessari per allenare la volontà[1].

Nei nostri corsi dal vivo suggeriamo agli allievi alcuni di questi esercizi e li pratichiamo insieme.

Ci sono perciò, molti modi pratici e concreti per allenare la propria volontà, ma il primo fra tutti è il desiderio di riuscire. Questo deve essere talmente forte da superare tutte le difficoltà che si incontrano sulla propria strada, persino i propri sensi (stanchezza, dolore, fame, sete, ecc.).

Quanto è importante per te? Cosa sei disposto a fare per ottenere ciò che desideri?

Chi si aspetta una scorciatoia troverà solo una via più tortuosa e meno efficace.

In secondo luogo, è fondamentale la convinzione di riuscire. Quando un docente, rivolgendosi alla classe, dice: “Ora attenzione, perché devo spiegare un concetto difficile …” ha già “tagliato le gambe” alla maggior parte degli allievi poiché ha minato alla base la loro speranza, la loro convinzione di poter imparare.

Essere convinti ciecamente di farcela è fondamentale perché costituisce quella forza che, dopo tutte le cadute, ci permette di rialzarci sempre e di ricominciare. Osservare ogni fallimento permette di capire cosa non ha funzionato e dovrebbe fornire lo spunto per riprovare in un altro modo (ovviamente lo stesso modo ci farebbe sbattere continuamente contro un muro come fa la mosca quando vuole uscire dalla finestra chiusa, non vedendo il vetro).

Quando faccio una cosa con la certezza che riuscirò a farla, prima o poi la farò molto bene. Questo concetto è divenuto famoso con la celebre frase del Maestro Yoda (da Star Wars, ormai entrata nell’immaginario collettivo): “ Non c’è provare! C’è fare o non fare!”

Senza questo prerequisito iniziare ad imparare qualsiasi cosa sarà un’esperienza faticosa e deludente.

La lettura veloce non fa eccezione: si avrà successo solo in misura proporzionata all’impegno, all’entusiasmo e all’energia che vi si mette.

Ma, ovviamente, questo non è sufficiente a riuscire, occorre anche usare strategie appropriate. Le scopriremo più avanti.

 

[1] Maestro E. Rosacroce, I segreti dell’ipnomagnetismo – Trattato teorico-pratico dei Poteri Occulti illustrato, ed. Rebis, 1955, riedizione 1985, Viareggio, cap.4 Ginnastica psichica.

Diventare Geni si può!

Nella conferenza che Ippolito Lamedica terrà il 7 ottobre prossimo al BIOSALUS a Urbino (ore 14,30), intitolata Apprendimento e Salute: quando l’apprendimento modifica il cervello verranno presentate ricerche scientifiche che mostrano come  l’uso del cervello in determinate maniere, non solo riconfigura tutta le rete neurale, ma ne modifica la struttura fisica.

Infatti, in un suo articolo che ha scritto per il portale BIOSALUS Ippolito Lamedica afferma che “la cosa sorprendente è che, contrariamente a quanto si è sempre pensato, il cervello si ricostruisce e si modifica fisicamente durante tutto il corso della vita. A suffragare questa tesi sono diverse ricerche svolte sull’ippocampo. In particolare, è provato che, dalle cellule staminali, si formano nuove cellule nervose. La loro formazione ex novo è stata scoperta recentemente nell’ippocampo confermando l’idea che quest’area può ricrescere nel vero senso della parola, e non solo nell’infanzia, ma nel corso di tutta la vita. Infatti, gli assoni, che si dipartono dalla cellula nervosa per collegarsi con altri neuroni, sono come i tentacoli di un calamaro e trovano la loro destinazione avanzando a tastoni, cercando la loro strada attraverso il fitto tessuto cerebrale per arrivare al punto di aggancio desiderato”.

Ciò conferma che determinate pratiche di apprendimento attivo, come ad esempio le nostre, create con il paradigma QUANTUM MEMORY, non solo riescono a compensare le perdite di memoria, non solo creano benefici per le performances mentali, ma, a lungo andare,  ristrutturano e ricostruiscono le connessioni e l’architettura stessa del cervello.

DIVENTARE GENI SI PUO’!

Per saperne di più leggete l’articolo completo oppure venite a trovarci al  BIOSALUS a Urbino  il 7 ottobre.

Il prossimo corso QUANTUM MEMORY sarà a Fano (PU) il 18 e 19 novembre. scriveteci su eventilucem@gmail.com per conoscere le speciali offerte!

La nuova stagione di LUCEM

Cari amici, finita l’estate, riprende l’attività didattica LUCEM con tante novità:

Innanzi tutto la rinnovata offerta per le scuole (Brochure scuole 2017_Bambini e ragazzi al centro della didattica);

in secondo luogo i progetti per i bambini e i ragazzi (con l’inizio dell’anno scolastico iniziano anche i corsi per massimizzare il rendimento nello studio);

I nuovi corsi di apprendimento con il paradigma QUANTUM MEMORY, la migliore e la più avanzata offerta per l’apprendimento sul mercato.

La rinnovata collaborazione con l’Istituto di Medicina Naturale.

Restate connessi per conoscere nel dettaglio tutte le novità!

Vieni con noi a Nizza e partecipa ai Master ISI-CNV

LUCEM da sempre è partner ufficiale di ISI-CNV International University.

Da ora puoi contattattarci con il form sottostante per prenotare il tuo esclusivo posto al CAMPUS ESTIVO  di Ipnosi a NIZZA con il Dr. Paret (dal 20 luglio al 4 agosto) a prezzo scontato (solo questa settimana) e prenotare il tuo posto ai nuovi esclusivi Master in Ipnosi e in Coaching a Roma e a Milano.

Puoi  intrapredere la strada del professionista dell’Ipnosi e del Coaching con la migliore scuola europea.

Per iscriverti o per saperne di più contattaci al n° 328 4166257 oppure scrivi a eventilucem@gmail.com indicando i tuoi dati.

I posti sono limitati!